Apple fa causa a OpenAI per furto di segreti commerciali
Apple ha depositato una causa contro OpenAI presso il tribunale federale della California, accusando l’azienda di aver orchestrato il furto di segreti commerciali attraverso ex dipendenti. I nomi nel fascicolo includono Tang Tan, ex vicepresidente del design di prodotto per iPhone e Apple Watch, e Chang Liu, ingegnere elettrico senior.
La denuncia sostiene che Tan abbia usato nomi in codice interni di Apple durante i colloqui con candidati ancora in forza ad Apple, chiedendo loro di portare componenti hardware reali agli incontri. Apple afferma di aver raccolto prove di download di file riservati da parte di candidati poche ore prima di colloqui con OpenAI, e di aver trovato un documento interno di Apple sulla sicurezza in uscita distribuito da Tan a nuovi assunti OpenAI prima che lasciassero Apple.
Perché ti riguarda. Se lavori in un’azienda che sviluppa tecnologia o collabora con fornitori AI, questa causa segna un precedente: definisce cosa costituisce “furto” quando la conoscenza si muove con le persone. Le partnership AI che sembravano solide possono chiudersi in fretta se una delle parti sospetta che l’altra attinga a informazioni riservate attraverso assunzioni mirate. Per chi costruisce con API di modelli grandi, significa tenere d’occhio i termini di servizio e le clausole di riservatezza: quello che condividi oggi potrebbe finire in un prodotto concorrente domani.
Nel dettaglio
Il contesto
La causa arriva mentre OpenAI sta costruendo un business hardware in collaborazione con Jony Ive, ex chief design officer di Apple. OpenAI ha acquisito io Products, la startup di Ive, in un accordo da 6,5 miliardi di dollari nel 2025, portandosi dietro oltre 50 tra ingegneri e designer. Ive aveva fondato io insieme a Scott Cannon, Evans Hankey (che aveva guidato il team design di Apple dopo la partenza di Ive) e lo stesso Tang Tan. Né Ive né Hankey né Cannon sono menzionati personalmente nel fascicolo iniziale.
Apple dice di aver sollevato la questione direttamente con OpenAI a febbraio 2026, chiedendo un’indagine interna. OpenAI non ha mai risposto. La causa definisce quello che è emerso finora “la punta dell’iceberg”, sostenendo che Apple non ha visibilità su cosa accada davvero dentro OpenAI, dove questo comportamento sarebbe normalizzato ai vertici.
Cosa dice Apple nel dettaglio
Secondo il fascicolo, Tan avrebbe usato nomi in codice di progetti Apple riservati per sondare candidati ancora impiegati da Apple, chiedendo esplicitamente “qual è il piano?” su prodotti non annunciati. Avrebbe anche dato istruzioni di portare “parti reali” di hardware Apple agli incontri per sessioni di “mostra e racconta”, sorprendendo almeno un candidato che ha commentato “non sapevo nemmeno che potessimo portarle fuori dall’ufficio”.
OpenAI avrebbe chiesto ai candidati di portare “artefatti CAD e design”, “prototipi”, e dettagli su selezione di componenti, strumenti di integrazione e rapporti con fornitori. Apple sostiene di aver trovato un pattern: dipendenti che si preparano a lasciare l’azienda per OpenAI scaricano file riservati poco prima dei colloqui. In un caso documentato, un candidato ha iniziato a fare screenshot e download di materiali su un progetto Apple altamente confidenziale ore prima di incontrare Tan, che poi ha chiesto più informazioni su quello stesso progetto durante l’intervista.
Apple dice anche che Tan ha distribuito un documento interno chiamato “Need to Know” sui protocolli di sicurezza in uscita a nuovi assunti OpenAI prima che dessero le dimissioni ad Apple, presumibilmente per aiutarli a eludere i controlli.
Cosa significa per le partnership AI
La causa mette in dubbio la solidità delle collaborazioni tra aziende che costruiscono hardware e quelle che addestrano modelli. Apple ha una partnership con OpenAI annunciata nel 2024 per integrare ChatGPT in alcune funzioni di sistema, ma quella collaborazione ora si svolge mentre le due aziende si affrontano in tribunale. Se Apple dovesse ottenere un’ingiunzione che limita l’uso di informazioni riservate da parte di OpenAI, potrebbe rallentare o bloccare lo sviluppo di prodotti hardware dell’azienda.
Per chi usa API di modelli commerciali, la lezione pratica è verificare cosa succede ai dati che passi. I termini di servizio di solito escludono l’uso dei tuoi input per addestrare modelli pubblici, ma non sempre coprono cosa accade se qualcuno della tua organizzazione si sposta dall’altra parte con conoscenze che hai condiviso internamente. Le clausole di non concorrenza e riservatezza sono difficili da far rispettare negli Stati Uniti, specialmente in California, dove è quasi impossibile impedire a qualcuno di lavorare per un concorrente. Questa causa prova a spostare il focus dal dipendente all’azienda che lo assume, sostenendo che OpenAI ha orchestrato il furto. Se Apple vince, diventa più rischioso assumere da un concorrente senza controlli rigorosi su cosa la persona porta con sé.
Cosa non sappiamo ancora
Apple dice esplicitamente di non avere visibilità completa su cosa sia stato preso e come sia stato usato. La causa si basa su quello che ha potuto ricostruire attraverso audit di accessi ai file e testimonianze di candidati. Non sappiamo se OpenAI abbia davvero usato le informazioni nel design dei suoi prodotti, né se altri dipendenti oltre a quelli nominati siano coinvolti. OpenAI non ha ancora risposto pubblicamente alla causa al momento della pubblicazione di questo pezzo.