Claude Code: auto mode diventa default e corregge i bug del terminale
Anthropic ha rilasciato Claude Code v2.1.207 con un cambio di rotta importante: auto mode è ora abilitato di default su Bedrock, Vertex AI e Foundry, senza bisogno del flag CLAUDE_CODE_ENABLE_AUTO_MODE. Chi non lo vuole lo disabilita dalle impostazioni (disableAutoMode).
Il rilascio arriva dieci giorni dopo l’incidente di sessione leak del 5 luglio, quando un utente aveva ricevuto output legati a un progetto mai richiesto. Questa versione corregge proprio il bug che registrava il consenso alle impostazioni remote senza mostrare il dialogo di sicurezza, oltre a sistemare il terminale che si bloccava durante lo streaming di risposte lunghe.
Perché ti riguarda: se usi Claude Code su una delle tre piattaforme supportate, ora hai auto mode attivo senza fare niente, e i passaggi di consegne fra agenti dovrebbero essere più stabili. Il fix sul consenso riduce il rischio che impostazioni gestite da remoto (per esempio in un team enterprise) venissero applicate senza che tu le vedessi. Se lavoravi con worktree Git, il rilascio corregge anche il problema che rompeva go-git quando rimuovevi l’ultimo worktree.
Nel dettaglio
Il contesto: dopo il leak, una stabilizzazione
Quando il 5 luglio un utente enterprise aveva segnalato output cross-workspace in Claude Code, Anthropic aveva confermato di indagare. Questo rilascio non dichiara esplicitamente di aver corretto quella fuga specifica, ma il fix sul consenso alle impostazioni remote chiude un vettore plausibile: se le impostazioni gestite da remoto venivano registrate come consentite senza mai mostrare il dialogo, un workspace poteva ereditare configurazioni non sue.
L’auto mode, che prima richiedeva una variabile d’ambiente esplicita, ora è il comportamento standard su tre delle piattaforme gestite (Bedrock, Vertex AI, Foundry). Chi lo usa tramite API pubbliche di Anthropic continua con il flag. Il cambiamento semplifica l’esperienza per i team che lavorano su infrastrutture condivise: un agente che inizia un compito lo completa senza chiedere conferma a ogni step, ma con i limiti configurati a monte.
I bug corretti
Oltre al fix sul consenso, la release corregge:
- Terminale bloccato durante lo streaming: quando una risposta conteneva liste, tabelle o blocchi di codice molto lunghi, i tasti smettevano di rispondere. Ora il flusso è stabile.
- Auto-updater che sovrascriveva launcher personalizzati: se avevi un symlink o uno script custom in
~/.local/bin/claude, ogni aggiornamento lo sostituiva. Ora/doctorsegnala se il launcher è gestito esternamente e l’updater lo lascia in pace. - Crash loop negli agent team: un messaggio malformato nella mailbox di un teammate mandava l’agente in loop d’errore ogni secondo finché non cancellavi il file a mano. Ora i messaggi corrotti vengono saltati.
- Pattern di glob malformati: nei file
.ignore,.worktreeincludee nelle regole, pattern con parentesi quadre rotte bloccavano la lettura dei file. Ora vengono ignorati invece di far esplodere il worktree.
Implicazioni pratiche
Se gestisci un team su Bedrock o Vertex AI, verifica le impostazioni di disableAutoMode: l’auto mode ora gira di default, e se il tuo workflow preferiva la conferma step-by-step, va disabilitato esplicitamente. Se avevi incontrato il bug del terminale bloccato, questa versione dovrebbe risolverlo senza altre azioni.
Per chi sviluppa worktree Git con Claude Code, il fix sul campo extensions.worktreeConfig significa che strumenti come tea (che usa go-git) tornano a funzionare dopo la rimozione di un worktree sparso.
Cosa non sappiamo ancora
Il rilascio non dichiara se il leak di sessione del 5 luglio fosse riproducibile o se sia stato definitivamente chiuso. Il fix sul consenso riduce un vettore, ma non conferma né smentisce l’ipotesi di cache condivisa fra workspace. Anthropic non ha pubblicato un post-mortem pubblico sull’incidente, quindi resta aperto se ci fossero altri fattori oltre alle impostazioni remote.
La build è stata rilasciata l’11 luglio alle 00:52 UTC, quindi chi aggiorna ora ha già questa versione. Chi gestisce deployment su larga scala dovrebbe verificare che l’auto mode di default non causi loop inattesi su compiti non supervisionati.