Radar · 14/07/2026 · società

New York blocca i data center: prima moratoria statale negli USA

New York è il primo stato USA a fermare i data center. La governatrice Kathy Hochul ha firmato un ordine esecutivo che blocca per un anno i permessi ambientali per nuovi data center oltre i 50 megawatt. La soglia è pensata per non colpire i centri dati di ospedali e istituzioni, ma per congelare i progetti hyperscale legati all’AI.

Perché ti riguarda. Se lavori in un’azienda che pianifica deployment enterprise su infrastrutture cloud, questa moratoria dice una cosa chiara: dove costruisci conta quanto cosa costruisci. New York non è un caso isolato: il Maine ha approvato una moratoria simile prima del veto del governatore, e altri stati stanno guardando. Le obiezioni vengono da costi elettrici, consumo d’acqua e impatto locale. Il segnale per chi pianifica: aspettatevi che altri stati seguano, e che i fornitori cloud debbano negoziare con comunità locali per ottenere permessi.

La moratoria resta fino a quando il Department of Public Service non avrà definito standard ambientali vincolanti per valutare impatto energetico, idrico e atmosferico dei nuovi centri. Hochul sta anche considerando di rimuovere le esenzioni fiscali per i data center hyperscale e di richiedere investimenti obbligatori nell’infrastruttura elettrica statale.

Nel dettaglio

Il contesto: dall’euforia al backlash. Fino a pochi anni fa, i data center erano cercati dagli stati come motori di sviluppo. Negli ultimi due anni, la scala dei progetti è cambiata: secondo BloombergNEF, fino al 2030 quasi un quarto dei nuovi data center supererà i 500 megawatt, spinti dall’AI. New York sta rispondendo a una pressione concreta: due terzi degli intervistati in un sondaggio recente teme che i data center facciano crescere le bollette elettriche, e un altro sondaggio ha rilevato che le persone preferirebbero avere un magazzino Amazon vicino a casa piuttosto che un data center.

Due moratorie, due soglie diverse. L’ordine esecutivo di Hochul fissa la soglia a 50 MW, ma il legislatore statale aveva approvato una legge con soglia a 20 MW. Hochul non ha ancora firmato quella versione, e l’azione esecutiva le permette di mettere in pausa i progetti più grandi mentre valuta la legge. L’ufficio della governatrice non ha specificato quanti progetti sarebbero colpiti dalla soglia a 50 MW, ma la soglia a 20 MW avrebbe un impatto molto più ampio.

Cosa cambia adesso. Durante l’anno di moratoria, il Department of Public Service dovrà definire un processo di revisione ambientale obbligatorio per ogni nuovo data center, che includa impatto su acqua, qualità dell’aria ed energia. Hochul vuole anche un framework per far sì che i data center investano nell’infrastruttura elettrica locale, e un meccanismo per far negoziare alle comunità locali i benefici quando un progetto arriva in città. Il messaggio è chiaro: questi centri si costruiscono solo dove sono voluti, e mai senza approvazioni locali.

Lo scontro con Washington. La moratoria di New York potrebbe entrare in collisione con la Casa Bianca. La Federal Energy Regulatory Commission, guidata da un nominato Trump, ha ordinato ai gestori di rete di creare corsie preferenziali per accelerare le interconnessioni dei data center. New York sta andando nella direzione opposta.

Implicazioni per chi pianifica. Se sei in un’azienda che deve scegliere regioni cloud per deployment critici, questa moratoria dice che la geografia non è più solo latenza e prezzo: è anche stabilità normativa. Altri stati stanno guardando. Vermont, Maine e comunità locali in tutto il paese stanno discutendo pause simili. Chi pianifica infrastrutture deve mettere in conto che i fornitori cloud potrebbero dover negoziare più a lungo, pagare di più, o scegliere altrove.

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