Superhuman auto-draft: bozze email AI che funzionano davvero
Superhuman ha rilasciato una nuova versione della sua feature auto-draft che identifica le email importanti e scrive bozze di risposta che suonano meno robotiche delle precedenti. Secondo i test di TechCrunch, il 40% delle bozze generate viene inviato entro un giorno, e il 60% di queste senza modifiche manuali.
La feature analizza il tono dalle conversazioni passate e genera tre varianti fra cui scegliere. Nei test del giornalista, le bozze hanno gestito correttamente casi come conferme di embargo, appuntamenti e risposte negative a richieste fuori ambito, con errori riconoscibili (orari assurdi, tono troppo positivo) che bastava correggere selezionando un’altra variante.
Perché ti riguarda. È un esempio di AI applicata a un compito ripetitivo dove il costo dell’errore è basso e il guadagno di tempo è evidente. Il test mostra che la feature impara dall’uso: dopo aver corretto una risposta su un orario assurdo, le proposte successive tengono conto del feedback. Non risolve il problema delle email difficili—quelle richiedono il playbook in due passaggi—ma può accelerare le risposte di cortesia e le conferme amministrative dove il contenuto è prevedibile.
Se vuoi provarci. La feature è disponibile in Superhuman e si personalizza in Settings > Personalization, dove puoi aggiungere informazioni su ruolo e contesto per migliorare il tono delle bozze.
Nel dettaglio
Cosa c’era prima
Superhuman aveva già provato funzionalità simili con Instant Replies e follow-up auto-drafts, ma secondo il test di TechCrunch quelle versioni producevano testi che suonavano come “un venditore AI troppo entusiasta”. Le versioni precedenti usavano GPT-3.5, un modello con finestra di contesto ridotta e capacità più limitate rispetto ai modelli frontier attuali.
Cosa cambia ora
La nuova implementazione usa “una miscela di modelli” di Anthropic e OpenAI per la scrittura effettiva, secondo il co-fondatore Rahul Vohra. La feature lavora su tre livelli:
- Selezione automatica: identifica quali email potrebbero aver bisogno di risposta
- Generazione multi-variante: produce tre bozze diverse per ogni email selezionata
- Apprendimento dall’uso: adatta le proposte successive in base alle correzioni e alle scelte dell’utente
Il test sul campo del giornalista di TechCrunch mostra risultati concreti: bozze utilizzabili per conferme di embargo, richieste di dettagli, appuntamenti. Gli errori tipici—toni troppo positivi su pitch non richiesti, orari post-mezzanotte proposti per meeting—erano visibili e correggibili rapidamente selezionando un’altra delle tre varianti.
I limiti dichiarati
La feature non è progettata per sostituire il giudizio umano sulle email complesse o delicate. Il giornalista scrive esplicitamente: “Non ho la fiducia per consegnare completamente le redini all’AI per gestire la mia casella”. L’utilità sta nel ridurre il tempo su risposte dove il contenuto è largamente prevedibile.
La percentuale del 60% di invii senza modifiche va contestualizzata: parliamo di email amministrative, conferme, risposte di cortesia. Non include le email dove il tono, la sostanza o le implicazioni richiedono attenzione.
L’architettura dietro
Vohra spiega che la scelta di usare più modelli invece di uno solo risponde a un problema pratico: “Stiamo applicando la massima quantità di intelligenza e contesto possibile”. Significa che probabilmente ogni fase (classificazione, generazione, adattamento al tono) usa il modello più adatto per quel compito specifico, invece di caricare tutto su un singolo modello.
L’acquisizione di Superhuman da parte di Grammarly nel 2025 ha portato risorse per sviluppare Superhuman Go, un assistente che attraversa più piattaforme mantenendo il contesto. Auto-draft si inserisce in questa direzione: l’idea è che l’assistente sappia cosa hai fatto in altre app e usi quel contesto per scrivere meglio.
Cosa NON conclude
Questa feature non risolve il problema della sovraccarico informativo: rispondere più velocemente a più email può semplicemente aumentare il volume di conversazioni che devi seguire. E non sostituisce il giudizio su quando non rispondere è la scelta giusta.
Per le email dove conta il tono, dove rischi di compromettere una relazione o dove la posta in gioco è alta, il playbook delle email difficili resta il metodo più affidabile: prima decidi i punti da coprire e i toni da evitare, poi lasci che l’AI scriva la bozza.