Claude Cookbook: i pattern agentici di Anthropic, testati e pubblici
Anthropic ha pubblicato il Claude Cookbook, una raccolta di guide pratiche con codice verificabile per costruire agenti con Claude in produzione. Sono i pattern che Anthropic usa internamente, ridotti a esempi eseguibili.
Le ricette coprono i problemi veri di chi fa girare agenti oltre la demo. Programmatic tool calling per ridurre latenza e token facendo scrivere a Claude il codice che chiama i tool. Context compaction automatica per le sessioni lunghe. Tool search con embedding per scalare a migliaia di strumenti. E poi architetture multi-agente asincrone, loop di autoverifica, agenti SRE che leggono log e aprono PR, agenti di cybersecurity che cacciano bug di memoria.
Perché ti riguarda. Se stai costruendo su Claude Code o sull’Agent SDK, queste ricette sono il primo banco di prova pubblico per architetture che Anthropic ha già in deployment. Come raccontavamo parlando di orchestrazione, la qualità di un sistema agentico dipende più da come circuiti e verifichi l’agente che dalla potenza del modello. Adesso Anthropic mette i suoi circuiti neri su bianco.
Il valore concreto è nei dettagli operativi: come gestire il ciclo di vita di un agente asincrono, come strutturare un grader stateless che verifica ogni citazione, come versionare i prompt lato server e fare rollback. Sono decisioni architetturali che chi costruisce agenti affronta prima o poi, e vederle risolte da chi ci è già passato risparmia settimane di tentativi.
Se vuoi provarci, parti dalla ricetta sul tutorial entry-point di Managed Agents sulla pagina del Cookbook: fa riparare a un agente tre bug piantati in un pacchetto Python, e cammina attraverso la creazione dell’agente, mount dei file e loop di streaming.
Nel dettaglio
Il Cookbook arriva mentre l’ecosistema degli agenti Claude matura in fretta. Le release di Claude Code si susseguono quasi giornalmente, e la serie di fix su permessi, sandbox e stabilità mostra un tool che punta all’uso quotidiano. Il Cookbook colma il salto fra “usare Claude Code come assistente” e “costruire sistemi agentici su Claude in produzione”.
Le ricette si dividono in tre famiglie.
La prima riguarda l’efficienza dei tool. Programmatic tool calling (PTC) fa scrivere a Claude il codice che invoca i tool invece di passare per il ciclo classico di chiamata. Questo riduce latenza e consumo di token, perché il modello ragiona sul codice invece di aspettare risposte seriali. La ricetta su tool search con embedding affronta un altro problema concreto: quando un agente ha accesso a migliaia di tool, passargli tutti nel contesto è impraticabile. La soluzione è una ricerca semantica che seleziona dinamicamente i tool rilevanti per ogni richiesta.
La seconda famiglia riguarda l’orchestrazione multi-agente. Due pattern asincroni sono documentati: un team fisso di N agenti che comunicano tramite un hub condiviso, e subagent generati dinamicamente. La ricetta sul coordinatore di specialisti mostra un’architettura dove un coordinatore gestisce tre agenti con competenze e tool diversi, ciascuno con accesso limitato a ciò che serve. È la materializzazione di un principio che la ricerca accademica aveva teorizzato e che Anthropic ha ora in produzione.
La terza famiglia è quella che Anthropic chiama Outcomes: agenti che verificano il proprio lavoro. Una ricetta mostra un writer che produce un brief di ricerca con citazioni, un grader stateless che controlla ogni URL e ogni citazione contro una rubrica, e un ciclo di revisione che continua finché il brief non passa. È lo schema del revisore avversario applicato a un sistema automatizzato.
I limiti. Il Cookbook è solido sui pattern, ma è documentazione di vendor: tutte le ricette girano sull’infrastruttura Anthropic (Managed Agents, Agent SDK). Se la tua architettura usa altri provider o modelli open, i pattern sono trasferibili ma il codice no. Le ricette più recenti (giugno 2026) fanno riferimento a modelli come Fable 5 e a comportamenti dell’API che potrebbero cambiare. Nessuna ricetta include numeri di costo o latenza misurati: il risparmio dichiarato dal PTC va verificato sul proprio carico reale.