Claude Sonnet 5: agenticità a prezzo medio
Anthropic ha rilasciato Claude Sonnet 5, il nuovo modello mid-tier che diventa default su tutti i piani (Free, Pro, Max). La novità non è solo nel context window da 1M token nativi, ma nelle capacità agentiche: pianificazione autonoma, uso di browser e terminale, tool use avanzato — funzioni che fino a poco fa richiedevano Opus 4.8, il modello più grande e costoso.
Perché ti riguarda
Se usi Claude per automazioni o compiti multi-step, cambia il rapporto prezzo/prestazioni. Sonnet 5 chiude task complessi che Sonnet 4.6 lasciava a metà: tester early access raccontano che controlla il proprio output senza bisogno di prompt espliciti, porta a termine procedure end-to-end (tipo aggiornare Salesforce e inviare email) senza fermarsi, e gestisce codebase “brownfield” — quelle piene di race condition e test nascosti che nessuno vuole toccare.
Prezzo promozionale: $2/M input, $10/M output fino al 31 agosto (poi $3/$15). Ma c’è un dettaglio: Sonnet 5 usa un nuovo tokenizer che produce circa il 30% di token in più per lo stesso testo inglese. Nei primi test indipendenti, la Dichiarazione Universale dei Diritti in inglese passa da 2.356 a 3.341 token (+42%), Python code +28%, spagnolo +33%, cinese mandarino praticamente invariato. Quindi il costo effettivo è più vicino al vecchio prezzo, a meno del periodo promozionale.
Se vuoi provarci
Sonnet 5 è già il default su Claude.ai e disponibile via API con l’ID claude-sonnet-5. Adaptive thinking è attivo di default, quindi il modello pianifica prima di agire — se vuoi disattivarlo, guarda la documentazione API per il parametro thinking: {type: "disabled"}. La finestra da 1M token e il massimo output di 128K sono nativi, niente prompt engineering per farli funzionare.