Playbook / 064

Il glossario aziendale vivo

originaleper: pro, managerdurata: 10 minserve: Un assistente AI · i termini interni della vostra azienda · un file di testo dove raccoglierli
QUANDO USARLO

L'assistente fraintende i vostri termini di casa (nomi di prodotto, sigle, ruoli) e ogni volta glieli devi rispiegare.

Quando usarlo

Ogni azienda ha il suo dialetto: nomi di prodotto, sigle, modi di dire che dentro sono ovvi e fuori no. L’assistente AI non lo conosce, e ogni volta lo fraintende: scambia il nome di un cliente per una parola comune, non sa cosa vuol dire una sigla, interpreta un modo di dire alla lettera. Questo playbook raccoglie quei termini una volta in un file, che poi alleghi a ogni prompt, così l’assistente parla la vostra lingua senza rispiegargliela ogni volta.

Cosa serve

Un assistente AI, i termini interni della vostra azienda, e un semplice file di testo dove raccoglierli. Per vedere come è fatto, il corso ha un glossario di esempio dello studio Lumen, con prodotti, sigle, ruoli e modi di dire.

I passi

1 · Raccogli i termini che l’AI sbaglia. Non partire dal dizionario completo: parti dai fraintendimenti veri. Per una settimana, ogni volta che l’assistente capisce male un termine di casa, segnalo. Sono quelli che valgono il glossario.

2 · Scrivi le voci in modo disambiguante. Ogni voce dice cosa è la cosa e, dove serve, cosa NON è (la fonte più comune di errore):

Il Faro: cliente storico (Libreria Il Faro), non un progetto "faro" o un luogo.
MS: modifica straordinaria, lavoro extra fuori dal canone. Non "manutenzione".

La forma «X: è questo, non quello» previene gli scambi più della semplice definizione.

3 · Allega il glossario alle richieste che usano il dialetto. Quando un prompt contiene termini interni, incolla il glossario prima della richiesta, o mettilo in un’istruzione salvata che vale sempre:

Questo è il glossario interno della nostra azienda: usalo per interpretare i termini di casa nella richiesta che segue. Se incontri un termine interno non presente qui, chiedimelo invece di indovinare.

GLOSSARIO: [incolla]
RICHIESTA: [la tua richiesta con i termini interni]

4 · Tienilo vivo. Un glossario è utile finché è aggiornato. Quando nasce un prodotto o una sigla, aggiungila; quando un termine muore, toglilo. Cinque minuti ogni tanto, non un progetto.

Un esempio completo

Prendi una richiesta nel dialetto di Lumen: «per Il Faro, la PV va messa in Faro, e valutiamo una MS sul TDI». Senza glossario, l’assistente naufraga: interpreta «Il Faro» come un faro, «in Faro» come un posto, e non sa cosa siano PV, MS, TDI. Con il glossario di Lumen allegato, la stessa frase diventa leggibile: cliente Libreria Il Faro, pagina prodotti da mettere in cima alle priorità, valutare una modifica straordinaria sui tempi di intervento. Fai il giro nei due modi e confronta: la differenza tra la risposta confusa e quella corretta è tutto il valore del file.

Gli errori tipici

Il dizionario completo mai usato. Se parti dall’ambizione di catalogare ogni termine, scrivi un documento enorme che nessuno allega. Parti dai fraintendimenti reali: poche voci utili battono un glossario esaustivo abbandonato.

Definizioni senza il “non è”. «MS: modifica straordinaria» aiuta meno di «MS: modifica straordinaria, non manutenzione ordinaria». Gli errori nascono dagli scambi, e il modo per prevenirli è dire anche cosa la cosa non è.

Dimenticare di allegarlo. Un glossario che resta in una cartella non serve. Il posto giusto è un’istruzione salvata che vale sempre, così non devi ricordarti di incollarlo ogni volta.

La variante team

Il glossario dà il meglio come istruzione salvata condivisa (un Project di Claude o un GPT del team) che vale per tutti: chiunque scriva all’assistente per lavoro parte con il dialetto aziendale già caricato. Aggiornarlo diventa parte del lanciare un prodotto nuovo o cambiare un processo. È lo stesso principio del contesto giusto al primo colpo: dai all’assistente ciò che gli serve per capire, invece di correggere le risposte nate da un malinteso.

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