Ricerca web che si può citare
Fai fare una ricerca all'assistente e il risultato ti serve per decidere o per scriverci sopra qualcosa che gira.
Quando usarlo
Chiedi all’assistente di cercare qualcosa sul web e ti torna un bel riassunto, sicuro e ordinato. Poi vai a controllare e scopri che una fonte non dice quello che le viene attribuito, o non esiste. Questo playbook serve quando la ricerca non è per curiosità ma per lavoro: un dato che userai, un fatto che citerai, una decisione che prenderai su quello che l’assistente ha trovato.
Cosa serve
Un assistente AI con accesso al web (la funzione di ricerca di ChatGPT, Claude, Gemini o simili) e una domanda precisa. Più la domanda è vaga, più è facile che la risposta mescoli fonti buone e riempitivo inventato.
I passi
1 · Imponi la regola: niente fonte, niente affermazione. L’istruzione che cambia tutto è vincolare ogni frase a un link, e ammettere l’incertezza invece di riempirla:
Cerca sul web e rispondi alla domanda qui sotto. Regole:
- Ogni affermazione fattuale deve avere accanto il link alla fonte precisa da cui viene. Nessuna affermazione senza fonte.
- Se non trovi una fonte affidabile per un punto, scrivi "non trovato" invece di dedurlo o riempirlo.
- Distingui i fatti verificati dalle tue interpretazioni: marca le seconde come tali.
- Riporta la data delle fonti: una notizia di due anni fa può essere superata.
DOMANDA: [la tua domanda precisa]
2 · Controlla a campione, sul contenuto. Prendi due affermazioni su cinque e apri i link davvero. Non basta che il link esista: deve dire quella cosa. È l’errore più insidioso, fonti vere che non sostengono l’affermazione a cui sono attaccate. Il controllo si fa sul contenuto, non sulla presenza del link.
3 · Diffida delle pagine che «danno istruzioni». Se durante la ricerca l’assistente si comporta in modo strano (cambia argomento, ti spinge verso un prodotto), può aver letto una pagina con istruzioni nascoste dentro il testo. È la prompt injection indiretta: i contenuti che l’AI legge possono contenere ordini. Nel dubbio, chiedi da quale pagina viene un consiglio inatteso.
4 · Chiedi cosa NON ha trovato. Una ricerca onesta ha dei buchi. Fatti dire su quali punti non ci sono fonti solide: è lì che devi mettere il tuo giudizio, o cercare a mano.
Un esempio completo
Chiedi: «quali sono le condizioni di rinnovo automatico del certificato SSL con il nostro provider, e cosa succede se scade?». Con la regola del passo 1, una buona risposta separa i fatti documentati (con il link alla pagina di supporto del provider e la sua data) dalle deduzioni («probabilmente il sito diventa irraggiungibile», marcata come interpretazione), e segnala «non trovato» dove la documentazione tace, per esempio sui tempi esatti di ripristino. Il controllo a campione: apri il link sulle condizioni di rinnovo e verifica che dica proprio quello. Se la pagina parla di rinnovo manuale e l’assistente ha scritto «automatico», hai trovato l’errore prima di fondarci una decisione.
Gli errori tipici
Accontentarsi del link che c’è. La presenza di una fonte non è la sua correttezza. L’assistente a volte attacca a un’affermazione un link plausibile ma che non la sostiene. Il campione va aperto e letto.
Domanda vaga, risposta gonfia. Una domanda larga invita al riassunto generico dove il vero e l’inventato si mescolano. Restringi la domanda a ciò che ti serve davvero.
Prendere la data per scontata. Una fonte giusta ma vecchia può essere superata. Su cose che cambiano (prezzi, condizioni, versioni), la data della fonte conta quanto la fonte.
La variante team
Quando in azienda si producono documenti che citano dati esterni, la regola del passo 1 diventa un’istruzione salvata condivisa, e la consegna prevede sempre l’elenco delle fonti con le date, pronto per il controllo di chi rivede. Lo scaffolding dell’agente di ricerca tra i materiali mostra come questo principio, recuperare e citare invece di ricordare, si costruisce in uno script che puoi leggere ed eseguire.