Delegare un compito multi-passo a un agente
Vuoi affidare a un agente un lavoro composto (cerca, confronta, produci) e lasciarlo andare senza controllarlo a ogni passo.
Quando usarlo
Un agente può lavorare da solo per un pezzo: cercare, leggere, confrontare, mettere insieme un risultato, mentre tu fai altro. Il rischio è che, lasciato con un obiettivo vago, interpreti in grande e torni con la cosa sbagliata fatta benissimo. Questo playbook è il brief che gli scrivi prima di lasciarlo andare, perché al ritorno trovi quello che serviva e non una sorpresa.
Cosa serve
Un assistente in modalità agente (Claude o altri, con la capacità di fare più passi e usare strumenti), un compito che vale la delega perché ha più passi, e la chiarezza su tre cose: com’è fatto un buon risultato, cosa l’agente può toccare e cosa no, quando deve fermarsi e chiamarti.
I passi
1 · Scrivi un obiettivo verificabile. «Fai una ricerca sui concorrenti» è un desiderio, non un obiettivo. Un obiettivo verificabile dice come si riconosce che è fatto: «una tabella di 5 concorrenti con prezzo di ingresso, presenza di un’area riservata, e link alla pagina da cui viene ogni dato». Se non sapresti dire quando il compito è finito, l’agente nemmeno.
2 · Dai il materiale e i limiti nello stesso brief. L’agente non sa cosa può permettersi. Diglielo:
OBIETTIVO: [il risultato verificabile, con la forma esatta che deve avere]
COME SI RICONOSCE CHE È FATTO: [la definizione di "fatto" in punti spuntabili]
MATERIALE DI PARTENZA: [file, link, dati che ti do io]
LIMITI: cosa NON fare (non contattare nessuno, non spendere, non modificare file esistenti, resta su fonti pubbliche...).
QUANDO FERMARTI E CHIEDERE: se [condizione], non decidere da solo: fermati e chiedimi.
FORMATO DELLA CONSEGNA: [tabella, elenco, documento] e cosa mettere per ogni voce, incluse le fonti.
3 · Definisci il punto di ritorno. Un agente lasciato senza un punto in cui fermarsi tira dritto anche quando dovrebbe chiedere. Stabilisci in anticipo i bivi su cui vuoi essere consultato: un dato non trovato, un’ambiguità nell’obiettivo, un’azione irreversibile. Meglio un agente che si ferma una volta di troppo di uno che decide al posto tuo su una cosa che non doveva.
4 · Al ritorno, verifica sui criteri, non a sensazione. Riprendi la definizione di «fatto» del passo 1 e spuntala punto per punto. È lì che scopri se l’agente ha coperto tutto o ha riempito i buchi per chiudere.
Un esempio completo
Compito: «trova come tre studi web concorrenti presentano il servizio di manutenzione, e mettili a confronto». Il brief buono fissa l’obiettivo verificabile (tabella di 3 concorrenti, colonne: fascia di prezzo se pubblica, cosa includono, link alla pagina), i limiti (solo pagine pubbliche, non compilare form, non contattare nessuno), e il punto di ritorno (se un prezzo non è pubblico, scrivi «non pubblico» invece di stimarlo, e segnalamelo). Lasci andare l’agente e al ritorno spunti i criteri: tre concorrenti veri? ogni dato con il suo link? i prezzi non pubblici marcati come tali e non inventati? Se un prezzo è stato dedotto senza fonte, il brief ha fallito nel punto «limiti», e sai dove stringere la prossima volta. Il brief è parente stretto del template di handoff: entrambi servono a far ripartire qualcuno (o qualcosa) senza rispiegare.
Gli errori tipici
Obiettivo vago. È l’errore che genera tutti gli altri. Senza una definizione di «fatto», l’agente sceglie la sua, quasi sempre più grande e diversa dalla tua. Il tempo speso a scrivere l’obiettivo verificabile si ripaga al primo giro.
Nessun limite. Un agente capace, senza confini, fa più di quanto volevi: contatta, modifica, spende. I limiti non sono sfiducia, sono il recinto dentro cui può muoversi da solo in sicurezza.
Nessun punto di ritorno. Senza un «fermati e chiedi se…», l’agente decide anche dove non doveva. Definire i bivi in anticipo è ciò che rende la delega tranquilla invece che azzardata.
La variante team
Quando più persone delegano agli agenti, i brief migliori diventano modelli condivisi per tipo di compito (una ricerca comparativa, una raccolta dati, una prima bozza), con i limiti aziendali già scritti dentro. Chi delega parte dal modello e riempie obiettivo e materiale, invece di ricordarsi ogni volta di mettere i confini. Il capitolo «Quando l’agente sbaglia» mostra come si legge il lavoro di un agente andato storto per capire quale pezzo del brief mancava.