Playbook / 055

Da documento a presentazione, senza slide vuote

originaleper: produrata: 10 minserve: Un assistente AI · il documento di partenza · a chi è destinata la presentazione
QUANDO USARLO

Devi ricavare una presentazione da un documento e non vuoi ritrovarti con una slide per paragrafo, piena di testo e senza un filo.

Quando usarlo

Hai un documento (una relazione, un’analisi, un report) e devi ricavarne una presentazione. La scorciatoia sbagliata è chiedere all’assistente «fammi le slide da questo testo»: ottieni una slide per paragrafo, dense di testo, senza gerarchia. Questo playbook parte dai messaggi e non dai paragrafi, così ogni slide dice una cosa e la presentazione ha un filo.

Cosa serve

Un assistente AI, il documento di partenza, e la risposta a due domande: a chi parli e cosa devono ricordarsi alla fine. Senza il pubblico in testa, la presentazione diventa il documento riformattato, che è l’errore da evitare.

I passi

1 · Fase uno: i messaggi, non le slide. Prima di parlare di slide, estrai la struttura del discorso:

Da questo documento ricava i messaggi chiave per una presentazione a [pubblico]. In questa fase NON fare slide: dammi da 4 a 7 messaggi, in ordine, che formino un filo. Per ognuno: la frase-messaggio (una riga, quello che il pubblico deve ricordare) e i 2-3 fatti dal documento che la sostengono. Scarta quello che non serve a questo pubblico.

DOCUMENTO: [incolla]

2 · Aggiusta il filo. I messaggi sono lo scheletro. Riordinali, accorpane due, taglia quello di troppo. È qui che decidi la storia, ed è più facile farlo su sette righe che su venti slide.

3 · Fase due: una slide per messaggio. Ora chiedi le slide, vincolate a un messaggio ciascuna:

Trasforma questi messaggi in slide, UNA slide per messaggio. Per ogni slide:
- titolo = il messaggio (una frase che si legge da sola)
- 3 punti al massimo, brevi, non frasi intere
- NOTE DEL RELATORE: cosa dico a voce su questa slide (i dettagli vanno qui, non sulla slide)
- COSA NON METTERE: la roba del documento che è meglio lasciare fuori
Aggiungi una slide di apertura e una di chiusura con la richiesta finale.

4 · Controlla la regola della singola cosa. Passa le slide e verifica che ognuna dica un messaggio solo. Se una slide ne contiene due, spezzala. Se due dicono la stessa cosa, uniscile.

Un esempio completo

Parti dai dati di fatturato del trimestre e immagina una presentazione ai soci di Lumen. La fase uno deve produrre messaggi, non numeri sparsi: «il trimestre chiude a 26.350 euro, in crescita», «lo sviluppo traina, la manutenzione è la base ricorrente», «un cliente anomalo ha distorto i primi conti, ora corretto». Ogni messaggio porta i due o tre numeri che lo reggono. La fase due li rende slide con una cosa ciascuna, e i dettagli (le quattro anomalie del file, il metodo di pulizia) finiscono nelle note del relatore, non sulla slide. Il risultato: cinque slide che si capiscono in aula, non il report proiettato.

Gli errori tipici

Saltare la fase dei messaggi. Chiedere le slide direttamente produce il documento affettato. I messaggi prima costringono a decidere cosa conta, che è il lavoro vero di una presentazione.

Mettere i dettagli sulla slide. Tutto quello che diresti a voce va nelle note del relatore. Una slide piena di testo è una slide che nessuno ascolta, perché la stanno leggendo.

Una slide per paragrafo. È il difetto che il metodo esiste per curare. La misura non è il paragrafo, è il messaggio: se due paragrafi dicono la stessa cosa, sono una slide.

La variante team

Quando le presentazioni escono a nome dell’azienda, la fase uno diventa un’istruzione salvata con lo stile della casa già dentro (quante slide, che tono, la slide di chiusura sempre con la richiesta). Chi prepara parte dai messaggi con quel formato, e le presentazioni del team si assomigliano senza doverle rifare a mano. Se i numeri della presentazione vengono da un’analisi, falli prima passare dal playbook «Numeri che reggono»: una slide con un totale sbagliato è peggio di una slide in meno.

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