Radar · 06/07/2026 · survenu le 02/07/2026 · business

Zuckerberg l'ammette: gli agenti vanno più lentamente del previsto

Mark Zuckerberg ha dichiarato pubblicamente che lo sviluppo di agenti AI in Meta procede più lentamente delle previsioni iniziali. L’ammissione proviene da uno dei laboratori che ha investito maggiormente sull’agenticità, e conferma ciò che molti sviluppatori osservano sul campo: far funzionare bene un agente su compiti reali è più difficile di quanto lascino intendere le demo.

Perché ti interessa. Se stai costruendo workflow con agenti, questa dichiarazione ti comunica due cose. Primo: i limiti che incontri (agenti che si bloccano, che perdono il filo conduttore, che hanno bisogno di supervisione) non sono colpa tua o della tua configurazione. Sono limiti della tecnologia attuale, anche per chi dispone di più risorse. Secondo: l’agenticità funziona meglio quando la manieni su compiti piccoli e ben definiti, con un controllo umano stretto. Non aspettarti che un agente sostituisca ore di lavoro autonomo: usalo per automatizzare singoli passaggi ripetitivi, e mantieni il resto sotto la tua supervisione.

Se lavori con agenti, progetta workflow che prevedano già un intervento umano nei punti critici. L’architettura conta più della potenza del modello: meglio una catena semplice che funziona rispetto a un sistema complesso che si blocca.

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