ChatGPT, Claude o Gemini: quale abbonamento, letto dai listini
- per iniziare
- solo un account; tutti e tre hanno una fascia gratuita
- quando sceglierlo
- Stai per pagare (o stai già pagando) un abbonamento AI e vuoi sapere se è quello giusto, o se serve davvero.
prezzi
| piano | verificato il | |
|---|---|---|
| ChatGPT | Free 0 · Go 8 $ · Plus 20 $ · Pro 100 o 200 $/mese | 19/07/2026 |
| Claude | Free 0 · Pro 20 $ · Max 100 o 200 $/mese | 19/07/2026 |
| Gemini (Google AI) | Free 0 · AI Plus 7,99 $ · AI Pro 19,99 $ · AI Ultra 99,99 o 200 $/mese | 19/07/2026 |
I tre listini, messi in fila, raccontano una convergenza: le fasce sono ormai le stesse. Uno zero per iniziare, una fascia economica sotto i 10 $ (Go di ChatGPT, AI Plus di Google), il piano da 20 $ che è il default dei professionisti, e la fascia alta a 100-200 $ per chi ci lavora tutto il giorno, tipicamente con moltiplicatori 5x/20x sull’uso. I prezzi in tabella sono verificati al 19/07/2026 sulle pagine ufficiali: rileggili lì prima di firmare, perché si muovono spesso.
Se le fasce sono uguali, la scelta si sposta su due domande.
Prima domanda: cosa ci fai?
I piani non includono le stesse cose, e la differenza vera sta negli strumenti oltre la chat. I piani ChatGPT includono Codex, l’agente di coding, dal Free in su. I piani Claude includono Claude Code e gli strumenti di lavoro collegati. I piani Google legano l’abbonamento all’ecosistema (Gmail, Docs, foto e video generativi, spazio di archiviazione). La domanda operativa: degli strumenti inclusi, quali useresti davvero? Un piano da 20 $ di cui usi solo la chat compete con un piano gratuito più una manciata di crediti via gateway.
Seconda domanda: quando sbatti sul limite?
Tutti i piani ragionano a quote d’uso su finestre orarie, e il limite è la cosa che si sente prima della qualità: la giornata intensa in cui l’assistente si ferma. Il criterio del corso vale pari pari: parti dal gratuito, e sali di fascia solo quando sbatti su un limite concreto, che sia la quota, un modello riservato ai piani alti o uno strumento incluso che ti manca. Salire costa un clic; scendere pure. L’abbonamento sbagliato è quello dimensionato sull’ansia invece che sull’uso.
Il caso in cui non serve nessuno dei tre
Se il tuo uso è saltuario ma vuoi i modelli migliori, o se vuoi confrontare modelli di laboratori diversi, la strada dell’abbonamento è la meno efficiente: una chiave a consumo su un gateway costa quello che usi e ti dà tutti i cataloghi insieme. È il percorso descritto nella scheda OpenRouter, e per molti profili non tecnici è il segreto meglio custodito del listino: il playground non richiede una riga di codice.
Questo confronto guarda i listini individuali; i piani Business ed Enterprise hanno logiche proprie (posti, amministrazione, contratti sui dati) e meritano un pezzo a parte quando il sito arriverà ai team.