Corso / principiante / capitolo 4

Dare contesto: far leggere all'AI i tuoi documenti e dati

durata: 15 minprerequisiti: cap. 1–3percorso: principiante
ALLA FINE SAPRAI
· capire la differenza fra dire e mostrare a un agente
· scegliere quanto materiale incollare e come organizzarlo
· riconoscere quando i tuoi dati sono troppi per stare in una conversazione
Due persone sedute a un tavolo con documenti, tablet blu, raccoglitori e una pianta sullo sfondo.

Hai imparato a dare istruzioni chiare. Ma anche l’istruzione più chiara non basta se l’agente non ha davanti il materiale su cui lavorare. «Riassumimi la situazione del progetto» senza allegare niente produce un testo plausibile e vuoto, perché l’agente sta indovinando quale progetto, quale situazione.

Mostrare, non solo raccontare

Il collega appena arrivato, quello a cui torniamo spesso in questo corso, lavora meglio se gli metti in mano i documenti veri invece di riassumerglieli tu a voce. Lo stesso vale per un agente: incollare il verbale della riunione, il foglio di calcolo, la mail originale gli dà accesso a dettagli che tu, raccontando a memoria, taglieresti senza accorgertene. Un numero preciso, una data, una frase esatta pronunciata da qualcuno: sono cose che si perdono nel riassunto e si conservano nel documento.

Questo non significa che devi incollare tutto quello che hai. Significa scegliere consapevolmente cosa mostrare, invece di scegliere per abitudine di raccontare a parole quello che potresti mostrare direttamente.

Quanto materiale è troppo

Un agente legge quello che gli metti davanti in una finestra limitata, chiamata contesto: più materiale incolli, più cresce, ma non all’infinito. Con poche pagine di appunti non hai problemi. Con un intero archivio di email dell’ultimo anno, sì: prima ancora di preoccuparti di come organizzare il materiale, devi ridurlo a quello che conta per il compito di oggi.

Il criterio pratico è lo stesso di sempre: parti dal compito, non dal materiale disponibile. Se devi rispondere a un cliente su un ritardo specifico, non serve l’intero scambio di un anno, serve lo scambio delle ultime due settimane su quel progetto. Scegliere meno materiale ma pertinente batte quasi sempre incollare tutto e sperare che l’agente trovi da solo la parte giusta.

Quando il documento di partenza è comunque troppo lungo per stare tutto insieme, per esempio un intero report annuale di cui ti serve solo una sezione, la soluzione non è tagliarlo a caso. Cerca prima l’indice o i titoli delle sezioni, individua quella pertinente al tuo compito, e incolla solo quella. Se non sai quale sezione ti serve, puoi anche chiedere prima all’agente di guardare solo l’indice e suggerirti dove guardare, e solo dopo incollare la parte giusta per intero.

Come organizzare quello che mostri

Materiale disordinato produce letture disordinate. Se incolli tre email, un foglio di appunti e uno screenshot trascritto tutto insieme senza separazione, l’agente deve indovinare dove finisce una cosa e comincia l’altra. Basta poco per aiutarlo: un’etichetta prima di ogni pezzo di materiale («Email del 2 luglio», «Appunti della riunione di lunedì») rende esplicito quello che altrimenti l’agente deve dedurre, e quando deduce, a volte sbaglia.

Un esempio vero

Devi preparare un aggiornamento per il tuo responsabile su un progetto che ha avuto tre scambi di email nell’ultimo mese, più due riunioni di cui hai appunti sparsi. La versione senza contesto della richiesta è «fammi un aggiornamento sul progetto X», e il risultato è un testo generico che potrebbe riguardare qualunque progetto con quel nome.

La versione con contesto incolla, etichettato, il materiale che conta: le tre email più recenti (non tutte quelle mai scambiate), gli appunti delle due riunioni, e una riga tua che dice cosa già sa il responsabile e cosa no. Il risultato cambia natura: non è più un riassunto generico, è un aggiornamento che cita la decisione presa martedì, il numero discusso nella seconda riunione, il punto ancora aperto dall’ultima email. La differenza non sta nell’intelligenza dell’agente, sta nell’aver visto i documenti veri invece di un tuo racconto a memoria.

Una cosa da fare, adesso

Scegli un compito che stavi per affrontare raccontando a parole la situazione a un assistente AI. Prima di scrivere la richiesta, raccogli i due o tre documenti veri più rilevanti (email, appunti, un foglio dati), etichettali con una riga ciascuno, e incollali prima della tua istruzione. Confronta il risultato con quello che avresti ottenuto raccontando la stessa cosa a memoria.

Un prompt da cui partire

Materiale:
--- [Etichetta 1, es. "Email del 2 luglio"] ---
[incolla il testo]
--- [Etichetta 2, es. "Appunti riunione lunedì"] ---
[incolla il testo]

Compito: [descrivi cosa ti serve, per chi, in che forma].
Usa solo quello che trovi nel materiale sopra. Se manca un'informazione che ti servirebbe, dimmelo invece di inventarla.

L’ultima riga è la più importante: senza quell’istruzione, un agente a corto di informazioni tende a colmare i buchi con qualcosa di plausibile invece di segnalarli.

Una sedia davanti a un riquadro blu con cinque documenti selezionati, circondata da altri documenti sparsi.

Dove andare adesso

Nel prossimo capitolo, dedicato a conversare invece di comandare, vediamo cosa fare quando la prima risposta, anche con tutto il contesto giusto, non è ancora quella definitiva: il giro di correzione è parte del lavoro, non un segno che qualcosa è andato storto. Per un caso pratico di lettura dati, guarda anche lo scaffolding che legge CSV e propone le domande giuste.

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