Orchestrare più agenti: chi fa cosa

Hai preso confidenza con gli agenti, sai dare istruzioni che funzionano, e adesso ti trovi davanti a un compito più grande: troppo per un singolo assistente, ma non così grande da giustificare un sistema complicato. Sembra il momento di fare il salto e coordinare più agenti. Ma è davvero necessario?
Questa lezione parte da dove ti ha lasciato il capitolo precedente e presuppone che tu abbia già usato un agente su compiti reali, con risultati che hai corretto e migliorato.
L’idea: chi fa cosa, senza duplicazioni
Quando un compito è abbastanza grande, la tentazione è affidarlo a due o tre agenti, ciascuno con una parte. Il problema è che spesso non è chiaro dove finisce il lavoro di uno e dove comincia quello dell’altro. Risultato: due agenti scrivono versioni diverse della stessa cosa, oppure uno dei due resta inattivo mentre l’altro fa tutto.
L’orchestrazione funziona quando hai ruoli separati e complementari, non quando sbrocci un compito generico in pezzi arbitrari. Pensa a una redazione piccola: hai chi scrive, chi controlla i fatti e chi sistema il testo finale. Ogni persona sa esattamente cosa ci si aspetta da lei, e non c’è sovrapposizione. Se invece prendi tre persone e gli dici solo «aiutatemi con questo articolo», finisce che uno scrive tutto e gli altri due guardano.
Con gli agenti vale lo stesso. La distinzione che conta è quella fra ruoli diversi (ricerca, scrittura, revisione, dati) e pezzi dello stesso ruolo (scrivere il paragrafo uno, scrivere il paragrafo due). I primi giustificano agenti separati. I secondi no.
In pratica: preparare un report con fonti verificate
Devi preparare un report per un cliente su un settore che conosci poco. Ti serve ricerca preliminare, una bozza narrativa e una revisione che controlli che i numeri siano citati bene. Potresti dare tutto a un solo agente, ma il rischio è che mescoli opinioni e fatti senza citare le fonti, e te ne accorgi troppo tardi.
Decidi di usare tre agenti:
- Agente ricerca. Gli dai il settore e alcune domande iniziali. Lui ti porta una lista di fonti con estratti rilevanti e date. Non scrive frasi complete, ti dà materiale grezzo.
- Agente bozza. Prende il materiale del primo, più le tue indicazioni su tono e struttura, e scrive il report. Non cerca altre fonti, lavora solo su quello che ha.
- Agente revisore. Controlla che ogni affermazione di fatto sia tracciabile a una fonte nella lista del primo agente, e segnala dove manca.
In questo caso, ogni agente ha un compito preciso, che non si sovrappone agli altri. Il primo raccoglie, il secondo compone, il terzo verifica. Se avessi dato tutto a uno solo, avresti dovuto controllare tu ogni singola citazione, e probabilmente avresti trovato numeri senza fonte o fonti inventate.

Quando un agente solo basta
La maggior parte dei compiti non giustifica più agenti. Se stai scrivendo una mail, preparando una presentazione o riordinando appunti, un solo agente con istruzioni chiare fa tutto. Aggiungerne un secondo rallenta il lavoro e introduce passaggi di consegne dove si perdono dettagli.
La regola pratica: serve più di un agente solo se i ruoli sono davvero separati e tu non vuoi che si mescolino. Ricerca e scrittura separate perché non vuoi opinioni mascherate da fatti. Dati e testo separati perché non vuoi numeri inventati. Bozza e revisione separate perché vuoi un occhio fresco su quello che hai scritto.
Se invece vuoi solo dividere un compito lungo in pezzi più corti, tienilo tutto su un agente e dagli una scaletta da seguire. È più semplice, più veloce, e non rischi che un pezzo sia scritto in un tono e l’altro in un altro.
Una cosa da fare
Pensa a un compito vero che hai in lista, abbastanza grande da occuparti qualche ora. Chiediti: questo compito contiene ruoli diversi? Ricerca e sintesi? Scrittura e controllo? Dati e narrativa?
Se la risposta è sì, prova a spezzarlo in due o tre agenti, ciascuno con un ruolo preciso. Scrivi per ognuno cosa riceve in input, cosa deve produrre, e cosa non deve fare. Questo terzo punto è importante: dire a un agente cosa evitare chiarisce i confini e riduce le sovrapposizioni.
Se la risposta è no, non forzare. Tieni un agente solo e dagli istruzioni strutturate. Il tempo che risparmi a non orchestrare lo usi per correggere meglio il risultato.
Prompt pronti
Per l’agente ricerca:
Devi raccogliere materiale su [settore o tema].
Cerca risposte a queste domande: [elenco domande].
Per ogni punto, fornisci estratti rilevanti con fonte e data.
Non scrivere frasi complete, solo materiale grezzo che userò dopo.
Per l’agente bozza:
Devi scrivere una bozza di [tipo di documento] su [tema].
Usa solo questo materiale: [materiale raccolto dall'agente ricerca].
Tono: [formale/colloquiale/tecnico].
Struttura: [elenco delle sezioni principali].
Non cercare altre fonti, lavora solo su quello che hai.
Per l’agente revisore:
Devi controllare questa bozza: [bozza completa].
Verifica che ogni affermazione di fatto sia tracciabile a una fonte in questa lista: [lista fonti].
Segnala dove manca una fonte o dove un numero non corrisponde.
Non riscrivere il testo, solo segnalare i problemi.
Assegnare responsabilità chiare
La parte più importante dell’orchestrazione non è tecnica, è organizzativa. Devi sapere esattamente cosa ti aspetti da ogni agente, e devi dirglielo in modo che non invada il campo degli altri.
Questo vuol dire:
- Input esplicito. Ogni agente sa cosa riceve. Se l’agente bozza deve lavorare sul materiale dell’agente ricerca, gli passi esattamente quel materiale, non gli dici «cerca tu».
- Output atteso. Ogni agente sa in che forma deve consegnare. Lista puntata, paragrafi completi, tabella, segnalazione di errori. Se non lo specifichi, ognuno sceglie la forma che preferisce, e il passaggio successivo diventa un casino.
- Confini espliciti. Ogni agente sa cosa non deve fare. L’agente ricerca non scrive opinioni. L’agente bozza non cerca nuove fonti. L’agente revisore non riscrive il testo. Dirlo esplicitamente riduce la confusione.
Se non riesci a scrivere queste tre cose per ogni agente in modo chiaro, probabilmente non hai bisogno di più agenti. Torna a un solo agente con istruzioni strutturate.
Evitare la trappola della complessità inutile
C’è un momento, quando cominci a orchestrare, in cui ti sembra che ogni compito meriti tre agenti. È la stessa fase in cui, avendo appena scoperto le funzioni in un linguaggio di programmazione, scrivi una funzione per ogni riga di codice. Passa.
La complessità ha un costo. Ogni agente in più è un passaggio di consegne dove puoi perdere contesto, un punto dove devi decidere tu cosa passa al successivo, e un posto in più dove controllare che il lavoro sia fatto bene. Se il compito originale ti richiedeva un’ora, e l’orchestrazione te ne richiede due, hai peggiorato la situazione.
La domanda da farti ogni volta è: questo passaggio in più mi protegge da un errore che altrimenti farei, oppure mi fa solo sentire organizzato? Se è la seconda, torna indietro. Un agente ben istruito batte tre agenti orchestrati male.
Fallo davvero
Input esplicito, output atteso e confini hanno un formato standard, e vale la pena impararlo subito perché è lo stesso che userai tra colleghi: il template di handoff, il documento che un agente compila alla fine del suo pezzo e che diventa il punto di partenza del successivo. Lo trovi pronto, con un esempio compilato per intero, in handoff.md. Le sue sezioni coprono esattamente le tre cose di questa lezione, più due che scopri di volere solo dopo il primo pasticcio: le decisioni prese con il perché, e cosa NON va fatto.
Il modo più concreto di provarlo è una catena di due agenti fatta con due conversazioni separate dello stesso assistente, che è orchestrazione a tutti gli effetti anche senza alcuna infrastruttura. Prendi fatture.csv dai materiali del corso: nella prima conversazione l’agente analista pulisce i dati e calcola i totali, e come ultimo compito compila l’handoff (incolli il template e glielo chiedi come formato di chiusura). Nella seconda conversazione, nuova e vuota, incolli solo l’handoff e chiedi il commento per una riunione tra soci. L’esempio compilato dentro handoff.md è proprio questo esercizio, quindi puoi confrontare il tuo handoff con uno fatto bene prima di usare il tuo.
Il test di qualità è quello del template: se la seconda conversazione ha bisogno di farti domande, ogni domanda indica un campo compilato male nella prima. Due giri bastano di solito per sentire il salto di affidabilità rispetto al passare «ecco cosa ho trovato» in testo libero.
Dove andare adesso
Il prossimo capitolo, Quando l’agente sbaglia, affronta esattamente il punto più delicato di ciò che hai appena costruito: cosa succede nei passaggi di consegne fra un agente e il successivo, e perché è lì che degrada quasi sempre un sistema con più agenti. Se invece vuoi approfondire come dare a ogni agente istruzioni che funzionano davvero, torna a Dare istruzioni che funzionano e applicale a ogni singolo agente della tua pipeline.